Sindrome da lavoro precario

  Sono molte le persone giovani e meno giovani che si ritrovano a fare i conti con lavori a tempo determinato, contratti a tempo e lavoro precario. E secondo l’Ordine degli Psicologi della Lombardia 37mila persone soffrono in Lombardia, di una serie di disturbi riconducibili ad una vera e propria sindrome da lavoro precario. Queste persone lamentano ansia, depressione, gastriti, tachicardia e insonnia. I più a rischio I lavoratori maggiormente a rischio sono i giovani laureati, cresciuti con un modello genitoriale dal lavoro stabile e con l’idea che un titolo di studio in più avrebbe garantito un’occupazione sicura. Ma la

 

Sono molte le persone giovani e meno giovani che si ritrovano a fare i conti con lavori a tempo determinato, contratti a tempo e lavoro precario. E secondo l’Ordine degli Psicologi della Lombardia 37mila persone soffrono in Lombardia, di una serie di disturbi riconducibili ad una vera e propria sindrome da lavoro precario. Queste persone lamentano ansia, depressione, gastriti, tachicardia e insonnia.

I più a rischio

I lavoratori maggiormente a rischio sono i giovani laureati, cresciuti con un modello genitoriale dal lavoro stabile e con l’idea che un titolo di studio in più avrebbe garantito un’occupazione sicura. Ma la realtà spesso tradisce le aspettative e sono proprio i giovani a pagare le spese di questo periodo di crisi e disoccupazione. La situazione genera solitamente ansia, frustrazione e vari disturbi che se non curati possono diventare patologici.

Disturbi della Sindrome da lavoro precario

I campanelli d’allarme sono: gastrite, colite, dermatite, insonnia, tachicardia. Ansia e attacchi di panico. Il non poter progettare un futuro poi genera frustrazione e senso di inadeguatezza.

Cosa fare?

  • Avere pensieri positivi e non focalizzarsi sugli aspetti problematici, ma valorizzare ciò che c’è di bello nella propria vita;
  • Non concentrarsi ossessivamente sul lavoro ma prendere energie da ciò che più piace;
  • Evitare di fossilizzarsi e reinventarsi, anche se il titolo di studio è completamente diverso da ciò che ci apprestiamo a fare.
  • Non essere invidiosi di chi ce l’ha fatta ad avere un contratto a tempo indeterminato, ma cerca di capire come ha fatto.
  • Fare sport e esercizi di rilassamento in maniera costante.
  • Chiedere aiuto ad uno psicologo.

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