Enuresi adolescenziale

Negli ultimi tempi si sta diffondendo un problema tra gli adolescenti : l’enuresi notturna, ovvero quel fenomeno in cui si fa la pipì a letto di notte.

 

Negli ultimi tempi si sta diffondendo un problema tra gli adolescenti che solitamente riguarda i bambini piccoli: l’enuresi notturna, ovvero quel fenomeno in cui si fa la pipì a letto di notte.

I medici la chiamano enuresi secondaria, che si ha quando l’ex bambino che aveva imparato a non bagnarsi di notte, dopo qualche anno, torna alle vecchie abitudini.

Avvenendo nell’età adolescenziale causa una forte ansia sia nel ragazzo che nei genitori. Ma perché accade?I sintomi dell’enuresi adolescenziale sono più acuti rispetto a quelli dell’infanzia, ma il problema e il tipo di terapia non cambiano. Le cause possono essere varie: la predisposizione genetica, un deficit dell’ormone antidiuretico, l’immaturità persistente nel controllo della vescica o disordini del risveglio.

Conseguenze
Ovviamente questa situazione causa parecchi disagi psicologici e l’autostima del ragazzino può diminuire fortemente. Per questo motivo è fondamentale l’intervento di uno psicologo, ma anche i genitori hanno un ruolo molto importante. Non devono colpevolizzare il figlio, non ripetergli in continuazione che è grande e soprattutto non rendere pubblico il problema.

Mamma e papà devono cercare di tranquillizzare il figlio e possono poi ricordargli di fare pipì ogni due o tre ore durante il giorno e prima di andare a dormire.

Cosa fare
Per prima cosa vanno fatti degli esami non invasivi, come quelli delle urine, ecografia dei reni e della vescica, l’urinocoltura e una radiografia del tratto lombosacrale della colonna, per escludere problemi organici.

Se viene esclusa questa possibile causa allora le strade da prendere sono di due tipi; una comportamentale si basa sulla rieducazione, come il training minzionale e la ginnastica vescicale. Utile è anche l’allarme acustico che scatta quando il letto si bagna.

La seconda tecnica prevede l’uso di farmaci a base di ormone antidiuretico.

Qualunque sia la strada scelta, è importante abbinare anche una psicoterapia per non avere ripercussioni negative sull’autostima e affinchè non si presentino disturbi emotivi reattivi che potrebbero minare seriamente lo sviluppo personale e la vita sociale.




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