Mamme single

Mettere al mondo un bambino dovrebbe essere un atto generoso e disinteressato, ma se il desiderio di maternità è vissuto come un diritto o una gratificazione personale, il bambino non è più lo scopo di un progetto affettivo, ma un mezzo egoistico per ottenere la propria felicità.

 

Soddisfare la voglia di un figlio anche se non si ha una relazione stabile è una scelta impegnativa e controversa che però si sta diffondendo parecchio anche in Italia, tanto che negli ultimi anni le donne che non dichiarano il nome del padre sono quasi triplicate.

Vedi anche http://psicologia.guidaconsumatore.com/0022_desiderare-un-figlio-anche-se-si-e-single.htmlUn desiderio o un diritto?

Mettere al mondo un bambino dovrebbe essere un atto generoso e disinteressato, ma se il desiderio di maternità è vissuto come un diritto o una gratificazione personale, il bambino non è più lo scopo di un progetto affettivo, ma un mezzo egoistico per ottenere la propria felicità. Un bambino viene spesso visto come il mezzo per riempire un vuoto affettivo, per non invecchiare in solitudine e sentirsi alla pari con le donne che hanno una famiglia. Ma prima di attuare questo progeto, una donna dovrebbe domandarsi quali sono le vere ragioni di una maternità a tutti i costi.

I problemi per i figlio

I genitori sono due figure ugualmente essenziali nella crescita di un figlio, si integrano e alternano alla perfezione nell’allevamento del piccolo. Solitamente il bebè attinge dalla mamma il senso di sicurezza e il contato fisico, mentre dal papà l’intraprendenza e la scoperta del mondo. La mamma sviluppa il lato affettivo e il padre quello sociale e pratico; la donna si occupa del bambino nel nido, l’uomo lo accompagna fuori.

La mancanza del padre

Il padre è una figura molto importante sia per i maschietti che per le bimbe perché è colui che dispensa l’autorevolezza; la manca di questa figura può farsi sentire nel tempo e caratterizzare negativamente le fasi di crescita del figlio.

L’assenza di un padre si fa sentire intorno ai tre anni, quando il bambino entra nella comunità e si confronta con i coetanei. Spiegare l’assenza paterna potrebbe essere difficile e si contrasta con l’insegnamento base che bisogna dare ai figli, ovvero che la nascita è il frutto dell’amore di due persone.

La rete sociale

Le mamme sole devono accettare di farsi aiutare dalla propria famiglia e assicurarsi la presenza costante di una o più figure maschili che compensino il vuoto genitoriale e supportino la madre nelle fasi critiche come l’adolescenza, in cui si fa sentire maggiormente la mancanza di un riferimento paterno.

Mamme abbandonate

Diversa è la situazione in cui la mamma sia single perché è stata abbandonata dal compagno; in questo caso le donne nutrono molto spesso rabbia e rancore per il compagno che le ha lasciate e inconsciamente trasmettono questo messaggio di odio al bambino che può crescere con stati depressivi e avere eventuali ripercussioni sul benessere del figlio.

Per questo è importante che la mamma superi il suo rancore e poi si faccia affiancare da figure maschili come nonni, zii e baby sitter maschi, che possono in un certo senso trasmettere quella autorità paterna e non sostituire, ma colmare il bisogno della figura maschile.

 

 

 

Una risposta

  1. Ina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *